sabato 5 dicembre 2020

il vangelo della salute del 06/12/2020

Pinturicchio, Predicazione del Battista, 1504, duomo di Siena. 

II Domenica di Avvento “B”
Raddrizzate le vie del Signore

Dal Vangelo secondo Marco  (1, 1-8)  

Inizio del vangelo di Gesù, Cristo, Figlio di Dio.
Come sta scritto nel profeta Isaìa: 
«Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero: egli preparerà la tua via. Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri», vi fu Giovanni, che battezzava nel deserto e proclamava un battesimo di conversione per il perdono dei peccati. 

Accorrevano a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme. E si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati.
Giovanni era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, e mangiava cavallette e miele selvatico. E proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo». Parola del Signore.

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Dalla conclusione passiamo all’inizio del vangelo di Marco. Un’apertura sintetica e diretta, con la forza incisiva di uno slogan: “Inizio del vangelo di Gesù, Cristo, Figlio di Dio”. Con poche parole Marco ci presenta la realtà fondamentale e centrale del nostro credere, la persona del Signore Gesù. Al nome di Gesù unisce il titolo di “Cristo”, che significa Unto, Consacrato a/da Dio e traduce l’ebraico “Messia”, riconoscendo così in Gesù colui che realizza le promesse dei profeti, l’atteso dal popolo d’Israele. A Cristo si accompagna un altro titolo, quello di “Figlio di Dio” con cui si afferma  la divinità di Gesù, il vero protagonista del “Vangelo”, cioè della bella/buona notizia della redenzione. Un ‘incipit’ che annuncia e rivela un evento unico e irripetibile quale l’irruzione di Dio nella storia.

Per Marco “Vangelo” è anche un nuovo genere letterario, cioè una modalità specifica di annuncio del mistero della persona di Gesù Cristo, attraverso la narrazione di quegli eventi della sua vita per mezzo dei quali Gesù ha realizzato la salvezza per l’umanità. Il Vangelo non è semplicemente trasmissione di notizie e informazioni, ma l’incontro e la partecipazione alla ‘novità di Dio, presente nell’evento Cristo, che comprende tutto l’insieme della vicenda storica di Gesù. Per mezzo della Parola tale evento viene comunicato a tutti gli uomini perché ciascuno possa entrarne in rapporto. Il Vangelo è il mistero del Figlio di Dio che si è fatto uomo nella persona di Gesù per salvare l’umanità di ogni tempo e di ogni luogo. Il Vangelo è Parola che salva. Ascoltare il Vangelo è accogliere questo mistero.

Marco continua il suo racconto con una citazione di Isaia, nella quale si parla di un messaggero che precede la venuta del Messia, profezia che trova la sua realizzazione nella comparsa di Giovanni Battista. Presentato come il nuovo Elia per la severità  e la frugalità dei suoi costumi, il Battista dà un volto alla famosa voce profetica di Isaia che grida nel deserto: “Preparate la via del Signore”, ammonimento in cui si sintetizza il tema di questa domenica. Secondo Marco la persona e il ministero di Giovanni Battista è già Vangelo, cioè parte del ‘nuovo’ che inizia. Tutto in lui è espressione e manifestazione dello Spirito Santo, a servizio di colui che viene dopo, cioè Gesù, colui “che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali.”.

Il suo invito alla penitenza, a confessare i nostri peccati e a raddrizzare le vie del Signore oggi è rivolto a noi, perché prepariamo la via del Signore, disponendoci interiormente a quegli atteggiamenti propri della fede, rendiamo possibile l’incontro con il Messia.

All’origine della conversione di chi andava dal Battista per farsi “battezzare nel fiume Giordano, confessando i loro peccati”, c’è la consapevolezza di poter vivere in un modo diverso da come aveva vissuto fino a quel momento. ‘Preparare la via del Signore’ vuol dire allora desiderare un rapporto vero con Dio e accogliere questa sua presenza per vivere di conseguenza, cioè in piena trasparenza, senza nascondersi dietro paraventi e senza cercare rassicuranti patteggiamenti. Per questo Dio si è fatto uno di noi! Con la sua presenza, con la sua Parola e soprattutto con la sua morte e risurrezione, Gesù ha portato a compimento le antiche promesse, rivelando una prospettiva di vita più profonda e universale rispetto a quella delineata dal profeta agli esuli d’Israele (vedi 1° lettura). Ha inaugurato un esodo non più soltanto terreno, storico, e come tale provvisorio, ma radicale e definitivo, come sarà la partecipazione al regno di Dio, un passaggio dal dominio del peccato e della morte a quello dell’amore e della vita. Pertanto, la speranza cristiana va oltre la legittima attesa di una liberazione sociale e politica, perché ciò che Gesù ha iniziato è un’umanità nuova, che viene “da Dio” e che paradossalmente germoglia su questa nostra terra, nel cuore di coloro che, come il Battista, sono totalmente abbandonati all’azione dello Spirito Santo. Buon cammino d’avvento!

don Marco Belladelli

 

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