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| Domenico Cresti (il Passignano), Il cieco nato, 1604, chiesa dell'Annunziata - FI. |
IV Domenica di Quaresima “A”
Andò, si lavò e tornò che ci vedeva
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI
(9, 1-41)
In
quel tempo, Gesù passando vide un uomo cieco dalla nascita e i suoi discepoli
lo interrogarono: «Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia
nato cieco?». Rispose Gesù: «Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è perché
in lui siano manifestate le opere di Dio. Bisogna che noi compiamo le opere di
colui che mi ha mandato finché è giorno; poi viene la notte, quando nessuno può
agire. Finché io sono nel mondo, sono la luce del mondo».
Detto questo, sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango
sugli occhi del cieco e gli disse: «Va’ a lavarti nella piscina di Sìloe», che
significa “Inviato”. Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva.






