venerdì 6 febbraio 2026

Il Vangelo della salute del 08/02/2026


 V Domenica del tempo Ordinario “A”

Voi siete la luce del mondo.

dal vangelo secondo matteo mt 5, 13-16
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente. Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli». Parola del Signore.
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Il brano di oggi è il proseguimento del cosiddetto “discorso della montagna”, introdotto dalle beatitudini. Posto all’inizio del ministero pubblico di Gesù, si tratta di una raccolta redazionale di Matteo, nella quale sono presentati vari aspetti del regno dei cieli. Se il primo sintetico annuncio della ‘buona novella’: “Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino” (Mt 4,17), poteva dar adito a qualche fraintendimento circa il messaggio di Gesù, la lunga e articolata esposizione dei tre capitoli 5°, 6° e 7°, che compongono questo discorso, permette di comprendere tutta la novità del regno di Dio, esplicitandone i contenuti, l’atteggiamento con cui accoglierli, il cammino da seguire per essere fedeli, l’orizzonte e la meta da raggiungere.

Gesù non si confonde con uno dei tanti profeti del passato e non vuole essere scambiato nemmeno con un rivoluzionario iconoclasta che distrugge tutto per non cambiare nulla, o con l’imbonitore di turno che promette, illude e alla fine delude. “Non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento” (Mt 5,17), cioè portare a compimento l’alleanza che Dio ha iniziato con il popolo eletto. Gesù è il nuovo Mosè che per mezzo della sua Parola e della sua azione realizza la salvezza di Dio per l’uomo. La sua quindi non è una nuova filosofia, neppure una semplice dottrina morale e tanto meno una illusoria promessa, ma un evento concreto sempre presente ed attuale per chi lo voglia ascoltare, incontrare  e accogliere. A chi accetta di seguirlo è richiesto di mettersi in gioco totalmente, senza riserve, per avere il centuplo, cioè la vita vera e definitiva. All’inizio del ministero pubblico Gesù è stato presentato come una luce che squarcia le tenebre (cfr. 4,12ss). Ora anche ai suoi discepoli Gesù dice di essere sale della terra e luce del mondo, egli si rivolge a coloro che in precedenza ha detto “beati!”, cioè: voi poveri, voi afflitti, voi miti, voi affamati di giustizia, voi misericordiosi, voi puri di cuore, voi operatori di pace, voi perseguitati di giustizia, voi insultati e perseguitati per causa mia … Paradossalmente, prima ancora di indicare con chiarezza quali sono le condizioni per entrare nel regno di Dio, ai discepoli Gesù dice: “beato, … sale della terra, … luce del mondo” soltanto per  essersi avvicinato a lui per ascoltarlo. Non si è mai raggiunti per caso dall’annuncio del regno di Dio e davanti alla Parola di Dio non si è mai dei semplici presenzialisti curiosi o occasionali. Nel momento in cui “ascoltiamo” siamo già compresi tra coloro che danno sapore a questa nostra storia e luce a questo mondo. L’ascolto è già evento di salvezza che dispone alla fede, è già accoglienza del regno dei cieli, è già comunione con Dio. Una seconda domanda: come facciamo oggi a dare sapore alla terra e illuminare il momento storico che stiamo vivendo? Se cerco di vedere chi sono oggi quei poveri, afflitti, miti, affamati di giustizia, misericordiosi, puri di cuore e via dicendo che rendono possibile la presenza di Dio in mezzo a noi, mi passano davanti agli occhi i volti di tante persone incontrate nella mia vita, soprattutto negli anni del ministero in ospedale, che hanno saputo umilmente amare, soffrire e lasciare questa mondo, credendo e sperando in Colui che li ha amati fino al sacrifico della croce. Sono loro il sale della terra e la luce che illumina il cammino dell’umanità e scongiurano il pericolo di precipitare nell’abisso della perdizione a causa dell’infedeltà di chi, sopraffatto dalla tentazione della ricchezza, del piacere, del potere e di percorrere le solite “strade che non portano mai a niente”, come cantava un famoso gruppo musicale degli anni sessanta, non servono più a nulla per la causa del regno di Dio e come il sale che perde il sapore, sono gettati via e calpestati. Se nell’ascolto della Parola e nella celebrazione dei santi misteri assaporiamo la realizzazione di questo evento di salvezza per noi e per gli altri, vuol dire che stiamo diventando luce del mondo e sale della terra per la gloria di Dio e non per nostro vantaggio. Buona domenica!

don Marco Belladelli

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