sabato 10 agosto 2013

Il Vangelo della salute dell'11/08/2013

Carlo Acutis, morto nel 2006, all'età di 15 anni per una leucemia fulminante.
XIX Domenica del tempo Ordinario “C”
“Anche voi tenetevi pronti”
Dal Vangelo secondo Luca  (12,32-48).
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto dare a voi il Regno.
Vendete ciò che possedete e datelo in elemosina; fatevi borse che non invecchiano, un tesoro sicuro nei cieli, dove ladro non arriva e tarlo non consuma. Perché, dov’è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore.
Siate pronti, con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese; siate simili a quelli che
aspettano il loro padrone quando torna dalle nozze, in modo che, quando arriva e bussa, gli aprano subito.
Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità io vi dico, si stringerà le vesti ai fianchi, li farà mettere a tavola e passerà a servirli. E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell’alba, li troverà così, beati loro!
Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. Anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».
Allora Pietro disse: «Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?».
Il Signore rispose: «Chi è dunque l’amministratore fidato e prudente, che il padrone metterà a capo della sua servitù per dare la razione di cibo a tempo debito? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così. Davvero io vi dico che lo metterà a capo di tutti i suoi averi.
Ma se quel servo dicesse in cuor suo: “Il mio padrone tarda a venire”, e cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere e a ubriacarsi, il padrone di quel servo arriverà un giorno in cui non se l’aspetta e a un’ora che non sa, lo punirà severamente e gli infliggerà la sorte che meritano gli infedeli.
Il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse; quello invece che, non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche.
A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più». Parola del Signore.

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Continua il viaggio di Gesù verso Gerusalemme. Ovviamente non si tratta un viaggio di piacere o per una vacanza, con tanta voglia di distrarsi, di evadere e con tante attese che il più delle volte vanno deluse. Sarebbe già importante che davvero riuscissimo a riposare, a ritemprarci; che diventasse un tempo che ci aiuti a ritrovarci, a stare meglio con noi stessi, da tutti i punti di vista. Auguro a tutti i miei quindici lettori “Buone vacanze”, a chi le ha già fatte, a chi le sta facendo, a chi le deve ancora fare e ai più che non le faranno.
Tornando al viaggio di Gesù, egli ci porta con sé verso Gerusalemme per formarci secondo il suo cuore e la sua mente, per fare di noi dei veri cristiani. Non dei musoni, né dei bacchettoni, ma persone “serie”,  cioè consapevoli delle nostre debolezze e fragilità, ma altrettanto consapevoli che con lui niente è impossibile.
Essere dei cristiani seri vuol dire aver sperimentato la fede salva. Con lui la vita cambia, perché possiamo affrontare qualsiasi problema, senza averne paura. Bene o male questo traspare dal nostro modo di essere e di vivere, perché lo testimoniamo. Chi ci sta vicino si accorge che in noi c’è qualcosa di diverso, qualcosa che misteriosamente attrae e invoglia, fino a tentare di imitarci. Allora lasciamoci condurre da Lui.
Gesù continua il discorso di Domenica scorsa: Così è di chi non arricchisce davanti a Dio. Arricchire davanti a Dio significa usare delle ricchezze per fare l’elemosina e accumulare tesori nel cielo. Certo che così facendo saremo sempre senza soldi, o comunque ne avremo sempre meno degli altri. Ma che importa, in compenso avremo Dio con noi: “perché dov’ è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore”.
In cambio delle ricchezze si tratta di accogliere il dono di Dio, il suo Regno: perché al Padre vostro è piaciuto dare a voi il regno. Allora l’alternativa è tra l’accumulare beni materiali oppure accogliere ed impegnarsi per il regno di Dio.
Come si fa a vivere con il cuore sempre rivolto verso Dio? Questo è quello che Gesù ci insegna nel seguito del brano, cominciando con l’essere pronti ad accogliere il Signore quando busserà alla nostra porta, a qualunque ora del giorno o della notte.
Mi pare che si possa fermarsi a  riflettere su tre gli aspetti:
1.       l’essere pronti e vigilanti in attesa del Signore;
2.      il quale viene per servirci e non per essere servito;
3.      una volta conosciuta la volontà del Signore, è da sciocchi non seguirla.
Per essere pronti e vigilanti, sempre in attesa del Signore, dobbiamo vivere come persone che sono in procinto di partire. L’immagine della cintura ai fianchi e delle lucerne accese fa penare all’Esodo, agli Ebrei che stanno per lasciare l’Egitto, richiamato anche nella prima lettura (cfr. Sap 18,3.6-9), La terra in cui avevano trovato ospitalità e prosperità, ora si è trasformata in una terra di schiavitù. Non c’è niente da portar via, meglio andarsene alla svelta.
Nella condizione di precarietà, di persone di passaggio, è il Signore stesso che ci verrà incontro. Paradossalmente ora non c’è più fretta, addirittura ci fa sedere a tavola e Lui stesso passa a servirci. Nella vita siamo ospiti suoi e Dio ci tratta con i guanti. Chi conosce la volontà di Dio si comporti di conseguenza. E’ stupido tentare Dio, forzagli la mano o comunque prendersi gioco di Lui, come se nel nostro esistere di uomini e di donne non fosse già chiaro quale deve essere l’orizzonte del nostro vivere. Meglio quindi comportarci da buoni amministratori dei beni ricevuti.    
Buona Domenica!
don Marco Belladelli.

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