giovedì 23 luglio 2026

Il Vangelo della salute del 26/07/2026

Domenico Fetti, Parabola del tesoro nascosto, 1616-20, Palazzo Ducale - Mantova

XVII Domenica del Tempo Ordinario, “A”

Vende tutti i suoi averi e compra quel campo

DAL VANGELO SECONDO MATTEO 13, 44-52
In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli:
«Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo; un uomo lo trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo.
Il regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra.
Ancora, il regno dei cieli è simile a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci. Quando è piena, i pescatori la tirano a riva, si mettono a sedere, raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi. Così sarà alla fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti.
Avete compreso tutte queste cose?». Gli risposero: «Sì». Ed egli disse loro: «Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche». Parola del Signore.

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Per la terza Domenica di seguito Gesù ci parla in parabole con altri tre racconti sempre sul tema del regno dei cieli, la cui manifestazione ed instaurazione è la vera novità della storia umana, più grande della stessa creazione. Il regno di Dio consiste prima di tutto nella viva presenza del Signore Gesù in mezzo a noi, il Figlio di Dio fatto uomo, che va ben oltre i limiti della sua vita terrena: “Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Mt 28,20). Una presenza tanto prossima da diventare una comunione di vita, per un ordine delle cose nel segno dell’amore più grande (cfr Gv 15,13), che alla fine si risolverà nella Signoria di Dio sull’universo. La realizzazione del regno è il fine della storia della salvezza e della storia umana. Per avere un’idea concreta di cosa stiamo parlando, pensate alle beatitudini: “Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli …” (Mt 5,3ss).

I destinatari del messaggio del regno sono i discepoli, cioè coloro che credono in Gesù e accolgono la sua Parola, mentre al popolo d’Israele è precluso questo orizzonte  Se ci riconosciamo in queste scelte ed atteggiamenti lo siamo anche noi che andiamo in Chiesa e cerchiamo di vivere secondo le esigenze del regno, anche se non sempre con la necessaria coerenza. Nonostante la nostra buona volontà, siamo deboli, fragili e figli del nostro tempo, cioè condizionati dall’individualismo e dal relativismo di questi nostri giorni. Sapendo quanto siamo attratti dai beni materiali e dall’avidità del possesso delle cose, Gesù paragona l’impegno per il regno al ritrovamento di un “un tesoro nascosto nel campo” e all’ardua ricerca di “una perla di grande valore”. Da questi due esempi comprendiamo che il regno dei cieli è qualcosa di assolutamente molto prezioso di tutti i beni materiali e morali messi insieme, il cui conseguimento merita il sacrificio di tutto quello che possediamo. Per raggiungere questo traguardo bisogna adoperarsi con la stessa risolutezza e determinazione con cui si tende ad un profitto economico. Il Vangelo ci presenta il regno dei cieli come la proposta di una vita incentrata su Dio e, per mezzo di Gesù, vissuta in una familiarità come quella di un figlio nei confronti del Padre. I suoi prodromi sono già presenti nell’antico testamento, come un tesoro fatto di “cose nuove e cose antiche” di cui non c’è niente da buttare, perché tutto è prezioso! I veri discepoli devono farsi maestri del regno per offrirlo a tutti, nessuno escluso. Che cosa ci può essere nella vita di più prezioso e fonte di gioia dell’incontro con Dio, che si è manifestato a noi in Gesù? E di amarlo volontariamente nonostante le dure prove a cui questa scelta di vita ci sottopone?

La terza parabola della rete gettata in mare ci dice che se durante la nostra vita terrena non ci decidiamo per il regno, alla fine della vita, nel giorno del giudizio qualcuno deciderà per noi. Coloro che volontariamente non l’accolgono saranno gettati via, come i pesci cattivi e come la zizzania che viene bruciata nel fuoco. Insomma, cari amici, l’inferno c’è e non è vuoto, checché se ne dica. Dio è bontà e misericordia infinite, ma, come si legge nel Vangelo, se non vi convertirete, perirete tutti (cfr. Lc 13,3.5), cioè la salvezza non è a costo zero, a buon intenditor, poche parole. Intanto facciamo del nostro meglio per trovare questo tesoro nascosto, non poi così tanto impossibile da trovare. I discepoli di Gesù sono stati formati per divenire a loro volta maestri per indicare agli altri la via che conduce al regno di Dio. Buona Domenica!

don Marco Belladelli. 

 

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