venerdì 19 giugno 2026

Il Vangelo della salute del 21/06/2026

Icona dei Martiri di Otranto

XII Domenica del Tempo Ordinario, “A”

Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo

DAL VANGELO SECONDO MATTEO (10, 26-33).  
In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli:
«Non abbiate paura degli uomini, poiché nulla vi è di nascosto che non sarà svelato né di segreto che non sarà conosciuto. Quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all’orecchio voi annunciatelo dalle terrazze.

E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima; abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Geènna e l’anima e il corpo.
Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure nemmeno uno di essi cadrà a terra senza il volere del Padre vostro. Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate dunque paura: voi valete più di molti passeri!
Perciò chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli». Parola del Signore.

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Il brano odierno è la continuazione del discorso missionario, il cui inizio è stato proposto la scorsa Domenica. Dopo il mandato e le istruzioni su come svolgere la missione (vv. 9-15), Gesù prepara gli apostoli ad affrontare le persecuzioni (vv. 16-25) e, se fosse necessario, anche con il sacrificio della vita. Con il “Non abbiate paura”, ripetuto per ben tre volte, oggi Gesù contrappone le logiche umane a quelle divine. 

Gesù ricorda agli Apostoli di non aver paura di chi ostacola l’annuncio del Vangelo e perseguita i missionari, perché verrà il giorno in cui si dovrà predicare apertamente, in pubblico e senza nessun timore.  Il Vangelo non è un messaggio esoterico, per iniziati o per gruppi ristretti, ma per tutti gli uomini e nulla di quello che Gesù ha rivelato agli Apostoli deve rimanere nascosto, anche la sua semplice proclamazione ha un suo effetto positivo, illuminante e benefico su chi ascolta e l’accoglie (cfr. Gv 1,12-13), perché la “parola di Dio” e non umana, ma è parola dalla “forza creatrice”, che non ritorna a Dio senza aver realizzato lo scopo per cui è stata mandata (cfr. Is 55,10ss). Il secondo e il terzo non abbiate paura riguardano la possibilità concreta del martirio per chi annuncia il Vangelo. Gesù dice di non temere gli uomini, che hanno il potere di uccidere soltanto il corpo, ma di temere Dio che può precipitare nell’inferno sia il corpo che l’anima, cioè escluderci dalla vita eterna. La contrapposizione è quindi tra chi può causare soltanto la morte fisica e chi invece può procurare la rovina eterna, il “timore di Dio” aiuta a superare la paura degli uomini e della morte e a confidare nella provvidenza divina. Il missionario deve avere dentro di sé la certezza di poter sempre trovare rifugio in Dio, perché la sua vita vale molto più di qualsiasi altra creatura sulla terra. Sull’esempio delle creature più semplici, la confidenza nella divina provvidenza ci fa capire che nella vita niente è mai a caso, ma tutto ha un significato, perché Dio tiene tutto nelle sue mani e guida gli eventi con saggezza e bontà. L’ultimo pensiero è per la salvezza e il giudizio finale, che non sarà un atto arbitrario di Dio, ma dipenderà dalla qualità del rapporto di fede che abbiamo avuto con Gesù: “chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli”. Chi vuole impegnarsi nella missione evangelica, sappia che non è ammessa nessuna forma di tiepidezza (Ap 3,16), non c’è situazione restrittiva o repressiva che possa impedire l’annuncio del Vangelo, anche a costo della vita. Ai nostri giorni è sufficiente un po’ di rispetto umano e di timidezza compiacente per cedere ai compromessi del ‘politicamente corretto’ e sentirsi dispensati da qualsiasi forma di annuncio incisivo. Anche oggi però non mancano sia persecuzioni che esempi di luminose testimonianze. Il secolo scorso è stato segnato dal sangue di 45 milioni di martiri cristiani, morti ammazzati in disprezzo alla fede nel Signore Gesù. Nel suo ultimo rapporto annuale l’AssociazioneOpen Doors – Porte Aperte” (https://www.porteaperteitalia.org/), al servizio dei cristiani perseguitati nel mondo, parla di 388 milioni di cristiani perseguitati, di 3.302 scomparsi e di 4.849 uccisi, a cui vanno aggiunti le decine di cristiani/e ogni giorno abusati sessualmente in odio alla loro fede. Due straordinarie testimonianze, quella del Cardinale vietnamita Francois Xavier Nguyen Van Thuan, dal 1975 arcivescovo di Saigon. Quando le truppe del Nord conquistarono la parte meridionale del paese, fu imprigionato per 13 anni nei campi di concentramento e di rieducazione del regime comunista. Nonostante le atrocità subite, in lui non sono mai venute meno la fede, la speranza e soprattutto la carità verso i compagni di sventura e gli stessi carcerieri. Per conoscerlo meglio e capire le parole di Gesù: “non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima”, consiglio la lettura di “Testimoni della Speranza”,  ed. CITTA’ NUOVA. La seconda testimonianza è quella del Cardinale albanese, Ernest Simoni, per 18 anni arrestato, torturato e costretto ai lavori forzati dal regime comunista di quel paese, senza mai perdere la fede, anzi, ha continuato a svolgere il suo ministero sacerdotale anche durante la prigionia. Buona Domenica!

don Marco Belladelli.

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