![]() |
| Icona dei Martiri di Otranto |
XII Domenica del Tempo Ordinario, “A”
Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo
DAL VANGELO SECONDO MATTEO (10, 26-33).
In
quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli:
«Non abbiate paura degli uomini, poiché nulla vi è di nascosto che non sarà
svelato né di segreto che non sarà conosciuto. Quello che io vi dico nelle
tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all’orecchio voi
annunciatelo dalle terrazze.
Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure nemmeno uno di essi cadrà a terra senza il volere del Padre vostro. Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate dunque paura: voi valete più di molti passeri!
Perciò chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli». Parola del Signore.
---------------------------------------------------------------------------
Il brano odierno è la continuazione del discorso missionario, il cui inizio è stato proposto la scorsa Domenica. Dopo il mandato e le istruzioni su come svolgere la missione (vv. 9-15), Gesù prepara gli apostoli ad affrontare le persecuzioni (vv. 16-25) e, se fosse necessario, anche con il sacrificio della vita. Con il “Non abbiate paura”, ripetuto per ben tre volte, oggi Gesù contrappone le logiche umane a quelle divine.
Gesù ricorda agli Apostoli di non aver paura di chi ostacola
l’annuncio del Vangelo e perseguita i missionari, perché verrà il giorno in cui
si dovrà predicare apertamente, in pubblico e senza nessun timore. Il Vangelo non è un messaggio esoterico, per
iniziati o per gruppi ristretti, ma per tutti gli uomini e nulla di quello che
Gesù ha rivelato agli Apostoli deve rimanere nascosto, anche la sua semplice
proclamazione ha un suo effetto positivo, illuminante e benefico su chi ascolta
e l’accoglie (cfr. Gv 1,12-13), perché la “parola
di Dio” e non umana, ma è parola dalla “forza
creatrice”, che non ritorna a Dio senza aver realizzato lo scopo per cui è stata
mandata (cfr. Is 55,10ss). Il secondo e il terzo “non abbiate paura” riguardano la possibilità
concreta del martirio per chi annuncia il Vangelo. Gesù dice di non temere gli
uomini, che hanno il potere di uccidere soltanto il corpo, ma di temere Dio che può
precipitare nell’inferno sia il corpo che l’anima, cioè escluderci dalla vita
eterna. La contrapposizione è quindi tra chi può causare soltanto la morte fisica
e chi invece può procurare la rovina eterna, il “timore di Dio” aiuta a
superare la paura degli uomini e della morte e a confidare nella provvidenza
divina. Il
missionario deve avere dentro di sé la certezza di poter sempre trovare rifugio
in Dio, perché la sua vita vale molto più di qualsiasi altra creatura sulla
terra. Sull’esempio delle creature più semplici, la confidenza nella divina
provvidenza ci fa capire che nella vita niente è mai a caso, ma tutto ha un
significato, perché Dio tiene tutto nelle sue mani e guida gli eventi con
saggezza e bontà. L’ultimo pensiero è per la salvezza e il giudizio finale, che
non sarà un atto arbitrario di Dio, ma dipenderà dalla qualità del rapporto di fede
che abbiamo avuto con Gesù: “chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo
riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà
davanti agli uomini, anch’io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli”. Chi vuole impegnarsi nella
missione evangelica, sappia che non è ammessa nessuna forma di tiepidezza (Ap
3,16), non c’è situazione restrittiva o repressiva che possa impedire
l’annuncio del Vangelo, anche a costo della vita. Ai nostri giorni è
sufficiente un po’ di rispetto umano e di timidezza compiacente per cedere ai
compromessi del ‘politicamente corretto’
e sentirsi dispensati da qualsiasi forma di annuncio incisivo. Anche oggi però
non mancano sia persecuzioni che esempi di luminose testimonianze. Il secolo scorso
è stato segnato dal sangue di 45 milioni di martiri cristiani, morti ammazzati
in disprezzo alla fede nel Signore Gesù. Nel suo ultimo rapporto
annuale l’Associazione “Open Doors – Porte Aperte” (https://www.porteaperteitalia.org/),
al servizio dei cristiani perseguitati nel mondo, parla di 388 milioni di
cristiani perseguitati, di 3.302 scomparsi e di 4.849 uccisi, a cui vanno
aggiunti le decine di cristiani/e ogni giorno abusati sessualmente in odio alla
loro fede. Due straordinarie testimonianze, quella del Cardinale vietnamita
Francois Xavier Nguyen Van Thuan, dal 1975 arcivescovo di Saigon. Quando le
truppe del Nord conquistarono la parte meridionale del paese, fu imprigionato
per 13 anni nei campi di concentramento e di rieducazione del regime comunista.
Nonostante le atrocità subite, in lui non sono mai venute meno la fede, la
speranza e soprattutto la carità verso i compagni di sventura e gli stessi
carcerieri. Per conoscerlo meglio e capire le parole di Gesù: “non abbiate paura di
quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima”, consiglio la lettura di
“Testimoni
della Speranza”, ed. CITTA’
NUOVA. La seconda testimonianza è quella del Cardinale albanese, Ernest Simoni,
per 18 anni arrestato, torturato e costretto ai lavori forzati dal regime
comunista di quel paese, senza mai perdere la fede, anzi, ha continuato a
svolgere il suo ministero sacerdotale anche durante la prigionia. Buona
Domenica!
don Marco Belladelli.

Nessun commento:
Posta un commento