giovedì 1 dicembre 2016

Il Vangelo della salute del 04/12/2016

Tiziano Vecellio, San Giovanni Battista, particolare, 1542, Galleria dell'Accademia, Venezia.
II Domenica di Avvento “A”
Convertitevi: il regno dei cieli è vicino!
DAL VANGELO SECONDO MATTEO (3,1-12).
In quei giorni, venne Giovanni il Battista e predicava nel deserto della Giudea dicendo: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino!». Egli infatti è colui del quale aveva parlato il profeta Isaìa quando disse: «Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!».
E
lui, Giovanni, portava un vestito di peli di cammello e una cintura di pelle attorno ai
fianchi; il suo cibo erano cavallette e miele selvatico. Allora Gerusalemme, tutta la Giudea e tutta la zona lungo il Giordano accorrevano a lui e si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati.
Vedendo molti farisei e sadducei venire al suo battesimo, disse loro: «Razza di vipere! Chi vi ha fatto credere di poter sfuggire all’ira imminente? Fate dunque un frutto degno della conversione, e non crediate di poter dire dentro di voi: “Abbiamo Abramo per padre!”. Perché io vi dico che da queste pietre Dio può suscitare figli ad Abramo. Già la scure è posta alla radice degli alberi; perciò ogni albero che non dà buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco. Io vi battezzo nell’acqua per la conversione; ma colui che viene dopo di me è più forte di me e io non sono degno di portargli i sandali; egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala e pulirà la sua aia e raccoglierà il suo frumento nel granaio, ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile».

Parola del Signore.
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Eccoci al nostro annuale incontro con san Giovanni Battista. Un uomo di fronte al quale non si può rimanere indifferenti. Vive nel deserto di Giuda “vestito di peli di cammello e una cintura di pelle attorno ai fianchi”. Si nutre di locuste e miele selvatico. I toni e i contenuti della sua predicazione sono sferzanti: “Razza di vipere! Chi vi ha suggerito di sottrarvi all'ira imminente?”. Ci sollecita alla conversione, a “preparare la via del Signore”, perché è prossimo il Regno di Dio. Lo inaugurerà colui che viene dopo di lui. Lo descrive come uno molto “più potente di me”, al quale “io non son degno neanche di portargli i sandali”. Così Matteo ci presenta il Battista come il nuovo Elia, il profeta che precede immediatamente la manifestazione del Messia e annuncia il compimento delle promesse messianiche, secondo la profezia di Isaia 11,1ss nella prima lettura. Il suo compito di precursore consiste nel preparare “la via del Signore”, perché ogni uomo sia pronto ad accoglierlo. E Giovanni va preso sul serio perché, come ha detto di lui Gesù stesso, tra i nati di donna non c’è nessuno più grande del Battista (cfr Mt 11,11).
L’esito della missione sembra nel complesso buono. Con la sua predicazione e con il battesimo di penitenza al Giordano, Giovanni muove i cuori al pentimento e al rinnovamento di vita. Molte persone provenienti da ogni parte del paese vanno dal lui per confessare i loro peccati e farsi battezzare.
Il suo annuncio: “Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino! ”, è in tutto e per tutto identico a quello con cui Gesù stesso inizierà la sua predicazione (cfr Mt 4,17). Il Battista fa già parte della grande novità del Regno di Dio, cioè l’irruzione di Dio stesso nella storia umana, per salvare il suo popolo e tutti gli uomini. Questa forte e nuova presenza di Dio accanto a noi esige di essere accolta da parte di tutti con vera fede. Chi pensa di sottrarsi sarà sottoposto al giudizio della scure che taglia gli alberi e del fuoco che brucia. Per chi invece si converte e apre il proprio cuore a Dio ci sarà il battesimo “in Spirito Santo e fuoco”. Nella ‘vicinanza del regno di Dio’ che ci è annunciata, c’è qualcosa di ben più grande di una semplice celebrazione liturgica. E’ la venuta del Signore tutta per noi e proprio per noi, al quale dobbiamo ‘preparare la via’ attraverso il cammino di elevazione di questo tempo di Avvento. Se qualcuno pensa di poter ancora sottrarsi a questo impegno, non ha capito nulla. Non è più il tempo nel quale avere paura di Dio sottraendosi dal suo sguardo, come fecero Adamo ed Eva nel paradiso terrestre. Ora è il momento giusto per andargli incontro perché non c’è più tempo. La nostra elevazione si deve risolvere in una ricerca di Dio e non di noi stessi! Basta con i piagnistei, i vittimismi, i moralismi e i sensi di colpa per ciò che dovremmo fare e non facciamo mai. E’ venuta l’ora di “preparare la via del Signore, raddrizzare i suoi sentieri!”. Di nuovo buon Avvento!
don Marco Belladelli.

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