martedì 12 aprile 2016

LA VOCE DI MANTOVA/88

Marc Chagall, Creazione di Adamo ed Eva.
Amoris Laetitia, per il futuro della famiglia umana
(testo integrale pubblicato il 12/04/2016)
Nell’aula Giovanni Paolo II, sala stampa del Vaticano in via della Conciliazione 54, non era ancora finita la presentazione dell’esortazione apostolica di Papa Francesco “Amoris Laetitia, sull’amore nella famiglia”, a conclusione dei due Sinodi, uno straordinario dell’Ottobre 2014, e uno ordinario dell’Ottobre 2015, quando sono stato raggiunto via whatsApp da un amico divorziato che mi chiedeva se dopo questo pronunciamento del Santo Padre anche lui poteva fare la Comunione.
Una reazione originata dalla concitazione dei media i quali nella rincorsa
affannosa all’ultima notizia del giorno sono più attenti a impressionare l’opinione pubblica con slogan che hanno poco a che vedere con la realtà dei fatti. I primi lanci di agenzia di Venerdì 08/04, giorno della pubblicazione della Amoris Laetitia, davano infatti grande risalto al problema della comunione ai divorziati e alle copie di fatto, trascurando del tutto il nocciolo della questione affrontata dal Papa nel suo documento, in cui viene riproposta la dottrina cristiana sul matrimonio e sulla famiglia come ideale irrinunciabile per il presente e per il futuro, nonostante le fragilità e i segni di crisi che oggi ne sminuiscono il loro valore e significato.  
Il grande interesse dei media a questo nuovo documento di Papa Francesco un risultato positivo comunque l’hanno prodotto. Nelle prime ventiquattrore in tutto il mondo sono state vendute più di quattro milioni di copie del testo papale, un vero bestseller dell’editoria.
Con il suo solito stile piano, immediato e abbastanza alla portata di tutti, a cui ci ha abituato nei suoi tre anni di pontificato, in nove lunghi capitoli, preceduti da una introduzione di carattere metodologico, Papa Francesco afferma che nonostante le difficoltà del presente, “il desiderio di famiglia resta vivo, in specie fra i giovani”. Una ragione più che valida perché la Chiesa continui ad annunciare il Vangelo della Famiglia come una buona notizia per se stessa e per tutti gli uomini.
Dopo un excursus biblico al capitolo primo, una approfondita analisi della situazione attuale al capitolo secondo e una sintesi dell’insegnamento della Chiesa al capitolo terzo, il Santo Padre dedica la parte centrale della sua riflessione all’amore nel matrimonio (cap. IV) e a come esso diventa fecondo nella famiglia (cap. V). Al capitolo sesto seguono delle considerazioni di carattere pastorale per l’edificazione di famiglie solide e feconde secondo il piano di Dio e al settimo una riflessione sul delicato problema dell’educazione dei figli. Soltanto nel capitolo ottavo viene affrontata la questione dei divorziati e delle altre situazioni irregolari, o per meglio dire non pienamente rispondenti agli ideali cristiani. Il Papa indica in un paradigma: “accompagnare, discernere e integrare la fragilità”, da coniugare secondo la misericordia evangelica e con grande spirito di discernimento pastorale, la via per approcciare le diverse situazioni concrete e ricondurle con pazienza e prudenza il più possibile vicino all’ideale proposto dal Signore. L’Esortazione si conclude al capitolo nono con alcune linee di spiritualità familiare.
Dopo averci detto con la “Evangelii Gaudium” che la Chiesa deve tornare ad essere missionaria, come lo è stata all’inizio della sua storia e nei momenti più difficili dei suoi duemila anni di vita, oggi con la “Amoris Laetitia” Papa Francesco ci dice che la missione della Chiesa deve cominciare dalla famiglia e dal matrimonio. Il cammino dell’umanità ha avuto origine dalla creazione della copia: “maschio e femmina Dio li creò” (Genesi 1,27) e per il suo naturale sviluppo dalla successiva benedizione: “Siate fecondi e moltiplicatevi …” (Genesi 1,28). La sessualità umana, il matrimonio e la famiglia sono realtà fondamentali per il futuro dell’umanità. Di fronte all’involuzione verso cui qualcuno le vuole orientare, la Chiesa non può starsene muta e impassibile. Soltanto la grazia di Dio può evitare una deriva che non lascia sperare nulla di buono per il futuro. Tutto il resto, la difesa della tradizione contro chi sembra essere troppo misericordioso, comunione sì, comunione no, e tutte le questioni interpretative che si dibatteranno attorno a questa lettera apostolica mi sembrano secondarie se prima non abbiamo il coraggio di evangelizzare ciò che Dio ha creato: “maschio e femmina Dio li creò”.  
Marco Belladelli.

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