mercoledì 12 agosto 2026

Vangelo della salute del 15/08/2026

Tiziano Vecellio, Assunzione della B.V. Maria, 1516-18, S. Maria dei Frari (VE)

Il Vangelo della salute del 15 Agosto,

Solennità dell’Assunzione della B. V. Maria,

S. Messa del giorno.

Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente.

Dal Vangelo secondo Luca,  1, 39-56

In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A

che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto». Allora Maria disse:

«L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva. D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente e Santo è il suo nome; di generazione in generazione la sua misericordia per quelli che lo temono. Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote. Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia, come aveva detto ai nostri padri, per Abramo e la sua discendenza, per sempre». Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua. Parola del Signore.

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Nella solennità dell’Assunzione di Maria la nostra riflessione si articola in tre punti: il significato e il valore della celebrazione odierna, le conseguenze che ha per noi uomini questo evento e infine un pensiero sull’importanza dell’intercessione di Maria in nostro favore. Come dice la liturgia, Maria, dopo la morte, non ha conosciuto “la corruzione del sepolcro” (prefazio), ma è passata subito alla beatitudine del paradiso. Con l’assunzione in cielo di Maria in anima e corpo, la Chiesa celebra la sua piena e totale partecipazione al mistero del Figlio, come è stata un tutt’uno con Gesù dal concepimento fino alla passione, così lo è anche nel momento della gloria, in conseguenza della sua fedeltà a Dio. Oggi quindi celebriamo la “Pasqua” di Maria e contempliamo “la pienezza di grazia” di cui Dio l’ha colmata per il suo totale abbandono alla divina volontà nella missione a cui l’ha chiamata, cioè l’assenso alla divina maternità e un’esistenza vissuta in piena comunione con il Figlio, in un modo unico e perfetto, per la salvezza dell’umanità intera.

 La liturgia parla di Maria come “primizia e immagine della Chiesa” e la esalta come “segno di consolazione e di sicura speranza” (prefazio). La festa dell’Assunzione è soprattutto celebrazione della Speranza cristiana che alimenta in noi la certezza delle promesse divine. Pensare al paradiso, desiderarlo, vivere orientati alle realtà ultime fa bene alla nostra vita! Non è una fuga dal mondo, ma ci rende più liberi e più capaci di dare il meglio di noi, fino in fondo, perché questo mondo assomigli sempre più al regno di Dio. E’ l’unico modo per vincere la paura della morte, il vero grande tabù di tutti gli uomini e soprattutto del nostro tempo. E se è vero che siamo inesorabilmente in cammino verso di essa, è altrettanto vero che soltanto passando attraverso di essa raggiungeremo la beatitudine eterna. Nella seconda lettura S. Paolo  ci ricorda che “Come infatti in Adamo tutti muoiono, così in Cristo tutti riceveranno la vita” (1Cor 15,22). Insieme con Maria guardiamo fiduciosi al nostro futuro, nel quale è preparato anche per noi una gloria simile a quella della Beata Vergine. Immortalità e incorruttibilità riguardano anche la nostra dimensione corporea, quella più fragile del nostro essere, eppure nessuno di noi può pensarsi fuori di essa. Che cosa non si fa per questo povero corpo, destinato alla corruzione del sepolcro, perché sia prestante, gradevole a noi e agli altri e duri il più a lungo possibile. Questo è l’annuncio sconvolgente presente nella celebrazione di oggi: chi lo consegnerà alla gloria imperitura dell’immortalità divina non sarà il bisturi del chirurgo estetico, ma la ‘grazia’ di Dio. Niente va perduto di quanto Dio ha creato, nemmeno la realtà tanto pesante e contraddittoria della nostra corporeità, per noi occasione di grandezza e di miseria, ma luogo del nostro incontro con Dio e della sua viva presenza in noi. Ora chiedendoci: che ci sta a fare Maria in Paradiso? Non è la padrona di casa che si intrattiene in piacevole conversazione con gli ospiti di turno nel salotto buono di casa. Il suo essere “primizia” significa che la sua missione non è finita. Come può del resto una Madre stare tranquilla finché non vede tutti i suoi figli al sicuro? Così anche Maria, noi sappiamo che non possiamo farcela da soli, abbiamo bisogno dell’aiuto di Dio ed ella sta presso Dio per intercedere giorno e notte a nostro favore. Cosa altro significano le apparizioni mariane e i relativi messaggi alla Chiesa e all’umanità degli ultimi due secoli? Sono il segno di questa sua sollecitudine materna, perché nulla vada perduto. La sollecitudine di Maria per noi è come una marcia in più, di fronte alle difficoltà del vivere, soprattutto di questi ultimi tempi, nel nostro cammino di fede verso la salvezza. Allora anche noi con S. Elisabetta esultiamo: “Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! … E beata colei che ha creduto nell'adempimento delle parole del Signore”. Buona festa dell’Assunta, dovunque voi siate!

don Marco Belladelli.


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