giovedì 30 ottobre 2025

Il Vangelo della salute del 01/11/2025

Codice di Valois, Festa di Ognissanti, 1526, Firenze. 

1 Novembre, Solennità di ‘Tutti i Santi’     

Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli.

Dal Vangelo secondo Matteo (5,1-12).

In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:

«Beati i poveri in spirito,

perché di essi è il regno dei cieli.

Beati quelli che sono nel pianto,

perché saranno consolati.

Beati i miti,

perché avranno in eredità la terra.

Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,

perché saranno saziati.

Beati i misericordiosi,

perché troveranno misericordia.

Beati i puri di cuore,

perché vedranno Dio.

Beati gli operatori di pace,

perché saranno chiamati figli di Dio.

Beati i perseguitati per la giustizia,

perché di essi è il regno dei cieli.

Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli». Parola del Signore.

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Nella festa di Ognissanti celebriamo “i meriti e la gloria di tutti i Santi”, cioè di tutti gli uomini e le donne, di ogni tempo, lingua, popolo e nazione, nostri fratelli nella fede, molti dei quali sconosciuti, che hanno vissuto in modo esemplare ed eroico il Vangelo. In questo meraviglioso florilegio, che attraversa tutta la bimillenaria storia del Cristianesimo, si manifesta il mistero stesso della Chiesa. Nel “Credo” professiamo la santità della Chiesa: “Credo la Chiesa, una, santa cattolica e apostolica”. Per la sua natura umano-divina, e per l’unione al Signore Gesù nella storia, essa è il “segno sacramentale” dell’unione dell’uomo con Dio e degli uomini tra di loro, come dice il Concilio Vaticano II: “Dio  … ha costituito la Chiesa, perché sia agli occhi di tutti e di ciascuno, il sacramento visibile di questa unità salvifica” (Lumen Gentium 9). Ogni battezzato è un’ “anima ecclesiale”, cioè segno di questo stesso mistero. E’ lo Spirito Santo ad attirare gli uomini a Gesù e a plasmarli a sua immagine e somiglianza, fin quando Dio sarà “tutto in tutti” (1Cor 15,28).

Il messaggio delle Beatitudini, che mette in evidenza la centralità di Dio nella vita del discepolo di Gesù, è la traccia del cammino di ogni cristiano verso la santità.  La sua rilevanza nella storia personale dipende dalla maggior o minor docilità personale all’azione dello Spirito Santo, a cui spesso ci opponiamo o ci sottraiamo per superbia, per sufficienza, diffidenza, indifferenza e paura, come Adamo ed Eva si sono sottratti a Dio nel Paradiso terrestre: “Ho udito il tuo passo nel giardino: ho avuto paura, perché sono nudo, e mi sono nascosto”(Gen 3,10).

La Chiesa non è una comunità angelica, ma di uomini e di donne che vivono nella storia, una varietà di situazioni umane, sociali e culturali nessuna delle quali ha mai rappresentato una preclusione alla santità. Se guardiamo al nostro contesto socio-culturale attuale, dominato dalla marginalità di Dio, soggettivismo, edonismo sfrenato, schiavitù, dipendenze, ingiustizie, corruzione, violenze e via dicendo, verrebbe da pensare il contrario. Ma la vita e le opere dei santi stessi, uomini e donne, diversi l’uno dall’altro per cultura, formazione, estrazione sociale, sensibilità umana e congiunture storiche in cui sono vissuti, testimoniano che niente e nessuno può vanificare la santità della Chiesa nella vita dei sui membri di ieri e di oggi. 

La celebrazione di oggi ci fa anche scoprire un altro aiuto straordinario per la nostra vita di credenti, nella comunione dei santi, siamo infatti circondati da un numero incalcolabile di fratelli e sorelle, i quali mettono a nostra disposizione i loro meriti e la loro gloria, cioè un immenso patrimonio di grazia, per favorire la nostra personale risposta alla vocazione alla santità. La loro “intercessione” e la loro amicizia spirituale ci accompagnano in ogni situazione e circostanza. Un consiglio pratico: riavviciniamoci ai Santi, sia nella devozione (preghiere, pellegrinaggi, novene, collezione di reliquie e via dicendo), sia dedicando un po’ più del nostro tempo per conoscerli, tornando a leggere le loro biografie. Una agiografia sobria, dignitosa e capace di illustrarci il mistero di grazia da loro accolto nella loro vita fino all’eroismo, non mancherà di esserci di grande conforto spirituale e di corroborare il nostro quotidiano impegno di fede. I Santi sono i veri interpreti del Vangelo, viverlo insieme a loro ci apparirà come l’orizzonte naturale della nostra vita. Auguri a tutti !!!

don Marco Belladelli.

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