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| Codice di Valois, Festa di Ognissanti, 1526, Firenze. |
1 Novembre, Solennità di ‘Tutti i Santi’
Rallegratevi
ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli.
Dal Vangelo
secondo Matteo (5,1-12).
In
quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si
avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro
dicendo:
«Beati
i poveri in spirito,
perché
di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto,
perché
saranno consolati.
Beati
i miti,
perché
avranno in eredità la terra.
Beati
quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché
saranno saziati.
Beati
i misericordiosi,
perché
troveranno misericordia.
Beati
i puri di cuore,
perché
vedranno Dio.
Beati
gli operatori di pace,
perché
saranno chiamati figli di Dio.
Beati
i perseguitati per la giustizia,
perché
di essi è il regno dei cieli.
Beati
voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta
di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è
la vostra ricompensa nei cieli». Parola del Signore.
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Nella festa di Ognissanti celebriamo “i meriti e la gloria di tutti i Santi”, cioè di tutti gli uomini e le donne, di ogni tempo, lingua, popolo e nazione, nostri fratelli nella fede, molti dei quali sconosciuti, che hanno vissuto in modo esemplare ed eroico il Vangelo. In questo meraviglioso florilegio, che attraversa tutta la bimillenaria storia del Cristianesimo, si manifesta il mistero stesso della Chiesa. Nel “Credo” professiamo la santità della Chiesa: “Credo la Chiesa, una, santa cattolica e apostolica”. Per la sua natura umano-divina, e per l’unione al Signore Gesù nella storia, essa è il “segno sacramentale” dell’unione dell’uomo con Dio e degli uomini tra di loro, come dice il Concilio Vaticano II: “Dio … ha costituito la Chiesa, perché sia agli occhi di tutti e di ciascuno, il sacramento visibile di questa unità salvifica” (Lumen Gentium 9). Ogni battezzato è un’ “anima ecclesiale”, cioè segno di questo stesso mistero. E’ lo Spirito Santo ad attirare gli uomini a Gesù e a plasmarli a sua immagine e somiglianza, fin quando Dio sarà “tutto in tutti” (1Cor 15,28).
Il messaggio delle Beatitudini, che mette in evidenza la centralità di Dio nella vita
del discepolo di Gesù, è la traccia del cammino di ogni cristiano verso la
santità. La sua rilevanza nella storia
personale dipende dalla maggior o minor docilità personale all’azione dello
Spirito Santo, a cui spesso ci opponiamo o ci sottraiamo per superbia, per sufficienza,
diffidenza, indifferenza e paura, come Adamo ed Eva si sono sottratti a Dio nel
Paradiso terrestre: “Ho udito il tuo passo nel giardino: ho avuto paura, perché sono nudo, e
mi sono nascosto”(Gen
3,10).
La Chiesa non è una comunità angelica, ma di
uomini e di donne che vivono nella storia, una varietà di situazioni umane,
sociali e culturali nessuna delle quali ha mai rappresentato una preclusione
alla santità. Se guardiamo al nostro contesto socio-culturale attuale, dominato
dalla marginalità di Dio, soggettivismo, edonismo sfrenato, schiavitù,
dipendenze, ingiustizie, corruzione, violenze e via dicendo, verrebbe da
pensare il contrario. Ma la vita e le opere dei santi stessi, uomini e donne,
diversi l’uno dall’altro per cultura, formazione, estrazione sociale,
sensibilità umana e congiunture storiche in cui sono vissuti, testimoniano che
niente e nessuno può vanificare la santità della Chiesa nella vita dei sui
membri di ieri e di oggi.
La celebrazione di oggi ci fa anche scoprire un
altro aiuto straordinario per la nostra vita di credenti, nella comunione dei
santi, siamo infatti circondati da un numero incalcolabile di fratelli e
sorelle, i quali mettono a nostra disposizione i loro meriti e la loro gloria,
cioè un immenso patrimonio di grazia, per favorire la nostra personale risposta
alla vocazione alla santità. La loro “intercessione” e la loro amicizia
spirituale ci accompagnano in ogni situazione e circostanza. Un consiglio
pratico: riavviciniamoci ai Santi, sia nella devozione (preghiere, pellegrinaggi,
novene, collezione di reliquie e via dicendo), sia dedicando un po’ più del
nostro tempo per conoscerli, tornando a leggere le loro biografie. Una
agiografia sobria, dignitosa e capace di illustrarci il mistero di grazia da
loro accolto nella loro vita fino all’eroismo, non mancherà di esserci di
grande conforto spirituale e di corroborare il nostro quotidiano impegno di
fede. I Santi sono i veri interpreti del Vangelo, viverlo insieme a loro ci
apparirà come l’orizzonte naturale della nostra vita. Auguri a tutti !!!
don
Marco Belladelli.

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