giovedì 20 ottobre 2011

Il Vangelo della salute del 23/10/2011.

XXX Domenica del Tempo Ordinario, “A”.
Amerai il Signore tuo Dio, e il tuo prossimo come te stesso.
 Dal Vangelo secondo Matteo (22,34-40) In quel tempo, i farisei, avendo udito che Gesù aveva chiuso la bocca ai sadducèi, si riunirono insieme e uno di loro, un dottore della Legge, lo interrogò per metterlo alla prova: «Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?».
Gli rispose: «“Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente”. Questo è il grande e primo comandamento. Il secondo poi è simile a quello: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti». Parola del Signore.
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Dopo gli erodiani e i farisei che hanno sfidato Gesù sull’insidioso terreno socio-politico del tributo a Cesare, ci hanno provato i sadducei con il loro pezzo forte, la risurrezione dei morti, a cui essi non credono. Ora è di nuovo il turno dei farisei, che, da quanto si può capire, vanno a scomodare un eminente dottore della legge, vera autorità nel suo campo, per interrogare Gesù su quale fosse il più grande dei comandamenti: “Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?”, una delle questioni più importanti tra quelle dibattute nelle scuole rabbiniche del tempo. Per facilitare l’osservanza della legge mosaica, cioè i dieci comandamenti, in tutti i suoi ambiti ed esigenze, era stata frammentata in  seicentotrenta precetti, la cui osservanza garantiva la fedeltà all’alleanza con Dio, e quindi la vera religione. Di fronte a un numero tanto elevato di norme e prescrizioni, viene da sé la necessità di fissare delle priorità, per distinguere ciò che è fondamentale da ciò che è marginale. Ecco da dove nasce la domanda sul comandamento principale. La discussione tra i rabbini aveva attribuito il primato al terzo comandamento, quello del riposo sabbatico, da noi cristiani poi tradotto nel “Ricordati di santificare le feste”. L’astensione da ogni attività umana a favore dell’adempimento dei propri obblighi religiosi di preghiera in famiglia e in sinagoga, rappresentava per i farisei l’atto religioso e morale più alto e solenne a cui fosse chiamato un credente. Ecco da dove vengono le numerose e aspre polemiche riportate dai vangeli per il mancato rispetto di questo comandamento.  
Gesù risponde in modo diretto e chiaro, senza lasciare spazio ai suoi interlocutori per fraintendimenti, equivoci e repliche. Cita dal Deuteronomio un passaggio dello “Shemà Israel!” (Ascolta Israele!), usato dagli Ebrei come preghiera quotidiana, nel quale si dice: “Amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente”, (Deut 6,5), a cui poi fa seguire la citazione del Levitico per il secondo comandamento: “Amerai il prossimo tuo come te stesso” (19,18). Al di là di ogni considerazione legata più strettamente al tema della legge e al contesto particolare in cui si svolge questa rinnovata sfida tra Gesù e i farisei, la proposta del comandamento dell’amore di Dio e del prossimo, come sintesi della legge antica e orizzonte della novità del Regno di Dio, rappresenta il culmine e il vertice della predicazione e del ministero di Gesù.  Dal discorso della montagna in poi Matteo, con la sua narrazione ha confermato quello che Gesù aveva affermato all’inizio di quel discorso: “Non pensate che io sia venuto per abolire la Legge e i Profeti, non sono venuto per abolire, per dare compimento” (5,17). Nell’amore di Dio e del prossimo, tutti, cioè credenti e non credenti, trovano il senso, la realizzazione e il compimento della propria vita. Come dice S. Giacomo “Una religione pura e senza macchia davanti a Dio nostro Padre è questa: soccorrere gli orfani e le vedove nelle loro afflizioni e conservarsi puri da questo mondo.” (Gc 1,27) la vera religione consiste nel soccorrere poveri e bisognosi, mossi dal desiderio di onorare e amare Dio.
Oggi si celebra anche la “giornata Missionaria mondiale”, che ha per tema: “testimoni di dio”. Proprio questa settimana è stato ucciso a sangue freddo nelle Filippine un missionario italiano del PIME, padre Fausto Tentorio, molto probabilmente perché, nel suo lavoro a favore dei poveri per la loro evangelizzazione e promozione umana,  aveva dato fastidio a qualche potentato locale.  Domenica il Papa canonizzerà Mons. Guido Maria Conforti (1865-1931), il Vescovo di Parma, fondatore dei Missionari Saveriani. Due testimonianze diverse, ma convergenti sulla parola di Gesù: “ Chi avrà perduto la sua vita per causa mia la troverà” (Mt 10,39).
Buona Domenica!
Don Marco Belladelli.

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