venerdì 17 maggio 2013

Il Vangelo della salute del 19/05/2013


Solennità di Pentecoste “C”
Sgorgheranno fiumi di acqua viva.
 Dal vangelo secondo Giovanni (7,37-39). (S. Messa della vigilia).
 Nell'ultimo giorno, il grande giorno della festa, Gesù, ritto in piedi, gridò: "Se qualcuno ha sete, venga a me, e beva chi crede in me. Come dice la Scrittura: Dal suo grembo sgorgheranno fiumi di acqua viva". Questo egli disse dello Spirito che avrebbero ricevuto i credenti in lui: infatti non vi era ancora lo Spirito, perché Gesù non era ancora stato glorificato. Parola del Signore.
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Lo Spirito Santo vi insegnerà ogni cosa.
 Dal Vangelo secondo Giovanni  (14, 15-16. 23-26)  (S. Messa del giorno).
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre.
Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.
Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto». Parola del Signore.
Per spiegare chi è lo Spirito Santo, di cui nella celebrazione della Pentecoste si rinnova l’effusione sulla Chiesa e sul mondo, sono sufficienti poche parole di S. Paolo: “Nessuno può dire: "Gesù è Signore!", se non sotto l'azione dello Spirito Santo.” (1Cor 12,3). Nella vita di
ciascuno e nella storia di tutta l’umanità non ci sono vie di mezzo. O si è con il Signore Gesù, o si è contro di lui. O si vive nella docilità dello Spirito, oppure ci si lascia dominare dalla carne per vivere secondo i desideri carnali, come dice sempre S. Paolo nella 2° lettura della liturgia del giorno (Rom. 8,8ss). Basta guardare come va il mondo oggi. Non si parla altro che di cibo e di sesso. Su tutto il resto è soltanto una lite continua.
La festa di Pentecoste è preceduta da una solenne veglia, nella quale sono proposte diverse letture dell’antico testamento per descrivere l’importante e complessa azione dello Spirito Santo. Si comincia con il racconto della torre di Babele (Gen 11,1ss), l’alleanza tra Dio e il popolo d’Israele al monte Sinai (Es 19,3ss), la visione delle ossa aride che riprendono vita (Ez 37,1ss) e si finisce con la profezia di Gioele sul dono dello Spirito di Dio ad ogni uomo (Gl 2,28ss). Lo Spirito Santo è colui che riunisce tutti gli uomini in una sola famiglia. E’ lo Spirito della vera religione e della fede nell’unico e vero Dio. E’ lo Spirito che dà la vita e guida ogni uomo verso la Verità e il Bene.
Gesù, osservando i sacerdoti intenti nel rito dell’acqua che si svolgeva durante la festa delle Capanne, grida nel tempio a squarcia gola: “Se qualcuno ha sete, venga a me, e beva chi crede in me”, per annunciare il dono dello Spirito Santo che avrebbero ricevuto chi avesse creduto in lui. Lo Spirito Santo è come un fiume d’acqua che disseta, che purifica, ma soprattutto che rinnova tutto sulla terra (cfr. Sal 104,30). Come professiamo nel Credo, lo Spirito Santo “è Signore” come il Padre e il Figlio “e dà la vita”. Non soltanto la vita fisica e biologica,  ma la vita in pienezza, la vita eterna. Per questo, sempre nel Credo diciamo che lo Spirito Santo “Con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato”.
Nel giorno di Pentecoste si compie la promessa che Gesù ha fatto agli Apostoli durante l’ultima cena: “Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre”. Il Paraclito, che abitualmente di traduce con  Consolatore” è Colui che davanti a Dio prende le nostre difese, fino alla nostra piena e totale conversione, ed è inviato per rimanere con noi per sempre. Gli altri versetti (23-26) li abbiamo già incontrati e commentati quindici giorni fa, nella VI Domenica di Pasqua.
Resta da dire che la vita del cristiano o è vita secondo lo Spirito Santo, oppure è soltanto nella carne. E’ lui che ci plasma e ci trasforma oltre ogni nostra disponibilità e ragionevolezza, secondo la Parola di Gesù. E’ un’esperienza difficile da descrivere, ma tanto coinvolgente da non potergli resistere. Si comincia sempre dalla preghiera e si finisce con la carità, quella vera, fatta del dono di sé nel nascondimento, dove l’osservanza dei comandamenti di Gesù è il normale sviluppo della propria vita quotidiana.
Molti si chiedono da dove viene il grande successo di Papa Francesco, che in soli due mesi ha conquistato il cuore di tantissimi uomini e donne, anche di molti lontani. Le tante ragioni che portano a sostegno delle varie tesi, alla fine non riescono a giustificare tanta forza di entratura, perché l’unica vera causa di questo suo successo è soltanto lo Spirito Santo e la docilità del Santo Padre a Colui che è Signore e dà la vita.
Concludo ripetendovi le parole di S. Paolo ai Tessalonicesi: “Non spegnete lo Spirito!” (1Tess 5,19).
Buona Pentecoste a tutti!
don Marco Belladelli

1 commento:

  1. Caro Don Marco grazie per questa bella catechesi ! E' vero che solo lo Spirito puo' donare la pienezza della vita! Nessun diluvio potra' spazzarci via se viviamo in Cristo ! Grazie anche per il tuo bel libro ! Emma

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