venerdì 24 febbraio 2023

Il Vangelo della salute del 26/02/2023.

Juan de Flandes, Tentazioni di Cristo, 1500 ca, Washington

I Domenica di Quaresima “A”

Gesù digiuna per quaranta giorni nel deserto ed è tentato.

dal vangelo secondo matteo (4, 1-11) 

In quel tempo, Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. Il tentatore gli si avvicinò e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ che queste pietre diventino pane». Ma egli rispose: «Sta scritto: “Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”».

Allora il diavolo lo portò nella città santa, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù; sta scritto infatti: “Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo ed essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra”». Gesù gli rispose: «Sta scritto anche: “Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”».
Di nuovo il diavolo lo portò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria e gli disse: «Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai». Allora Gesù gli rispose: «Vàttene, satana! Sta scritto infatti: “Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”».
Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco degli angeli gli si avvicinarono e lo servivano.

Parola del Signore

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Avendo già presentato le caratteristiche spirituali della Quaresima il Mercoledì delle Ceneri, andiamo subito al commento del brano evangelico proposto oggi dalla liturgia. La prima Domenica di Quaresima ci presenta sempre la tentazione di Gesù nel deserto.

Le tre situazioni in cui si articola il racconto di Matteo fanno riferimento all’esperienza vissuta dal popolo d’Israele nel deserto, dopo la liberazione dalla schiavitù egiziana, avendo come orizzonte ultimo la tentazione di Adamo ed Eva nel paradiso terrestre, avvenimento esplicitamente richiamato dalla prima e seconda lettura. I due elementi centrali del racconto sono: 1. il diavolo che insidia Gesù a proposito della sua identità e della sua missione: “Se tu sei Figlio di Dio …”, dovresti comportarti come dico io; 2. Gesù che respinge gli attacchi di satana ricorrendo alla Parola di Dio: “Sta scritto …”.

L’obiettivo del demonio è sempre quello di separare l’uomo da Dio, con qualsiasi mezzo e in qualsiasi modo, facendo da schermo tra noi e Dio, oppure negando tutta o in parte la verità delle cose, rendendo equivoca la realtà per distoglierci interiormente ed esteriormente da qualsiasi riferimento a Dio. Prima di tentare noi, ha ostinatamente messo alla prova lo stesso Gesù, per distoglierlo dalla sua missione e dal quel rapporto speciale di fedeltà e di obbedienza che lo univa al Padre e suo punto di forza soprattutto durante la passione. Subito dopo il battesimo al Giordano, è lo Spirito Santo a spingerlo verso questo incontro/scontro con satana nel deserto per prepararsi al ministero pubblico e soprattutto al suo epilogo, cioè alla passione e alla morte. Quello non fu per il diavolo il suo unico tentativo di stroncare la missione di Gesù, pensiamo per esempio alla strage degli innocenti del re Erode per ucciderlo ancora bambino, al travaglio della fuga in Egitto, all’opposizione dei capi del popolo fin dall’inizio del suo ministero pubblico, che alla fine riuscirono ad avere il sopravvento su di lui, quando per mezzo loro il demonio sembrò raggiungere il suo scopo con la morte di croce (cfr. Lc 4,13).

Gesù affronta e supera la sfida facendo appello alla potenza della Parola di Dio, a quanto Dio “ha detto” per mezzo dei profeti o ha manifestato nel suo intervento salvifico a favore del popolo d’Israele. Gesù ci rivela l’importanza e il valore della Parola di Dio per la nostra vita spirituale e la sua potenza ed l’efficacia nella lotta contro il male. Il “Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”, significa che la Parola è all’origine della nostra stessa vita e del suo sviluppo, e che senza quel dialogo e quella relazione con Dio, essenza della fedeltà di Gesù per la sua obbedienza “fino alla morte e a una morte di croce.” (Fil 2,8), l’uomo perde una dimensione fondamentale del proprio essere, incapace di elevazione e di trascendenza.

Come ho già detto (vedi Mercoledì delle ceneri), il cammino penitenziale della Quaresima ha come obiettivo la riscoperta del nostro Battesimo, cioè una maggiore consapevolezza della nostra identità di figli di Dio e delle implicanze che ne derivano. Un’accoglienza feconda della Parola di Dio ci può condurre a questo traguardo.

L’altro aspetto problematico è la nostra compromissione con il male, sempre presente e attuale, come se sotto quell’albero del paradiso terrestre al posto di Adamo o di Eva,  ci fossimo noi a confrontarci con serpente, che ci insidia allo stesso modo, proponendoci l’assurda illusione di diventare “come Dio, conoscendo il bene e il male”, per ritrovarci invece alla fine in balia di quella contrapposizione tra bene e male, senza soluzione di continuità. Il maligno è già stato sconfitto, ma nella sua sconfitta vuol trascinare con sé tutti coloro che riesce a ingannare con le sue seduzioni. Troppo spesso ci dimentichiamo che Gesù ha già vinto questa sfida anche per noi, con un semplice ed umile atto di obbedienza a Dio e alla sua Parola. La penitenza quaresimale ci aiuti a capire che “per l’obbedienza di uno solo tutti saranno costituiti giusti” (Rom 5,19). Con grande sincerità concludo, augurandovi una santa Quaresima !!!

don Marco Belladelli


 

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