mercoledì 8 agosto 2012

SANTI, BEATI E PATRONI/4

Edith Stein, in una foto del 1930
70° ANNIVERSARIO DELLA MORTE
DI SANTA TERESA BENEDETTA DELLA CROCE,
al secolo EDITH STEIN.
Biografia e stralci della lettera scritta a Papa Pio XI.
Domani, 9 Agosto, ricorre il 70esimo anniversario della morte di Santa Teresa Benedetta della Croce, nota anche come Edith Stein, vergine e martire, Patrona d’Europa.  Nacque a Breslavia (allora città tedesca con il nome di Breslau, oggi città polacca con il nome di Wroclaw) il 12 ottobre 1891, ultima di 10 figli in una famiglia ebraica ortodossa. La madre Auguste, profondamente religiosa, gestiva
dalla morte del marito un fiorente commercio di legname che consentì alla famiglia una certa agiatezza. Nel 1904 divenne atea e, conseguita la maturità nel 1911, studiò tedesco, filosofia, psicologia e storia alle università di Breslavia, Gottinga e Friburgo. A Gottinga fu allieva di Edmund
Husserl e lo seguì come assistente a Friburgo. Nonostante avesse già avuto contatti con il cattolicesimo, fu solo dopo aver letto l'autobiografia della mistica santa Teresa d'Avila, durante una vacanza nel 1921, che abbandonò formalmente l'ebraismo e si convertì. Battezzata il 1º gennaio 1922 a Bad Bergzabern, rinunciò al suo posto di assistente di Husserl per andare ad insegnare presso due scuole domenicane per ragazze a Spira (1923-1931). Durante questo periodo, già indirizzata alla vita di clausura, si accostò alla filosofia tomistica, tradusse il De veritate di san Tommaso d'Aquino in tedesco e familiarizzò con il pensiero filosofico cattolico in generale. La sua vita fu scandita da preghiera, insegnamento, vita comune con le allieve e studio personale. Nel 1931 divenne lettore all'Istituto di pedagogia scientifica a Münster, ma le leggi razziali del governo nazista la obbligarono a dimettersi nel 1933. Entrò nel convento carmelitano a Colonia nel 1934 e prese il nome di Teresa Benedetta della Croce. Lì scrisse il suo libro metafisico Endliches und ewiges Sein ("Essere finito ed Essere eterno") con l'obiettivo di conciliare le filosofie di Tommaso d'Aquino e di Husserl. Per fuggire alla minaccia nazista, il suo ordine la trasferì al convento carmelitano di Echt nei Paesi Bassi. Lì scrisse Kreuzeswissenschaft. Studie über Johannes vom Kreuz ("La scienza della croce. Studio su Giovanni della Croce"). Non era al sicuro neanche in Olanda: la conferenza dei vescovi olandesi il 20 luglio 1942 fece leggere in tutte le chiese del paese un proclama contro il razzismo nazista. In risposta, il 26 luglio Adolf Hitler ordinò l'arresto dei convertiti ebraici (che fino a quel momento erano stati risparmiati). Edith e sua sorella Rosa, pure lei convertita, furono catturate e internate nel campo di transito di Westerbork prima di essere trasportate al campo di concentramento di Auschwitz, dove furono uccise nelle camere a gas il 9 agosto 1942. Giovanni Paolo II la proclama santa l’11 ottobre 1998. È, insieme a Santa Brigida di Svezia e Santa Caterina da Siena, patrona d’Europa.
Il 12 aprile 1933 la Stein scrisse una lettera in Vaticano, indirizzata a Papa Pio XI. La fece arrivare attraverso l’arciabate benedettino di Beuron Raphael Walzer al cardinale Segretario di Stato Eugenio Pacelli. Eccone alcuni stalci:
 «Padre Santo! Come figlia del popolo ebraico, che per grazia di Dio è da 11 anni figlia della Chiesa cattolica, ardisco esprimere al padre della cristianità ciò che preoccupa milioni di tedeschi. Da settimane siamo spettatori, in Germania, di avvenimenti che comportano un totale disprezzo della giustizia e dell’umanità, per non parlare dell’amore del prossimo. Per anni i capi del nazionalsocialismo hanno predicato l’odio contro gli ebrei. Ora che hanno ottenuto il potere e hanno armato i loro seguaci - tra i quali ci sono dei noti elementi criminali - raccolgono il frutto dell’odio seminato».
Dopo aver parlato dei tanti casi di suicidio di ebrei sottoposti a vessazioni dai nazisti, Edith Stein aggiungeva: «Si può ritenere che gli infelici non avessero abbastanza forza morale per sopportare il loro destino. Ma se la responsabilità in gran parte ricade su coloro che li hanno spinti a tale gesto, essa ricade anche su coloro che tacciono».
 «Tutto ciò che è accaduto e ciò che accade quotidianamente viene da un governo che si definisce “cristiano”. Non solo gli ebrei ma anche migliaia di fedeli cattolici della Germania e, ritengo, di tutto il mondo da settimane aspettano e sperano che la Chiesa di Cristo faccia udire la sua voce contro tale abuso del nome di Cristo. L’idolatria della razza e del potere dello Stato, con la quale la radio martella quotidianamente la masse, non è un’aperta eresia? Questa guerra di sterminio contro il sangue ebraico non è un oltraggio alla santissima umanità del nostro Salvatore, della beatissima Vergine e degli Apostoli? Non è in assoluto contrasto con il comportamento del nostro Signore e Redentore, che anche sulla croce pregava per i suoi persecutori?».
 «Noi tutti – concludeva la filosofa – che guardiamo all’attuale situazione tedesca come figli fedeli della Chiesa, temiamo il peggio per l’immagine mondiale della Chiesa stessa, se il silenzio si prolunga ulteriormente. Siamo anche convinti che questo silenzio non può alla lunga ottenere la pace dall’attuale governo tedesco. La guerra contro il Cattolicesimo si svolge in sordina e con sistemi meno brutali che contro il Giudaismo, ma non meno sistematicamente…».

Come si può vedere, una denuncia precisa e lungimirante, accompagnata dalla richiesta di una presa di posizione della Santa Sede contro il nazismo. La Santa Sede rispose alla missiva della Stein. Il cardinale Pacelli, scrivendo in lingua tedesca, rispose l’arciabate benedettino Walzer già il 20 aprile 1933. Informando che lettera «è stata doverosamente presentata a Sua Santità». Nel 1937 Pio XI pubblicherà l’enciclica Mit Brennender Sorge, nella quale ideologia nazionalsocialista viene condannata come pagana e anticristiana.

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