mercoledì 16 marzo 2016

Il Vangelo della salute del 20/03/2016

Anonimo, Gesù e il buon ladrone, XVI sec., 
smalto di Limoges su piastra di rame, Musei vaticani.
Domenica delle Palme
e della Passione del Signore “C”.
Benedetto colui che viene nel nome del Signore.
Dal vangelo secondo Luca  (19,28-40) Per la processione iniziale
In quel tempo, Gesù camminava davanti a tutti salendo verso Gerusalemme. Quando fu vicino a Bètfage e a Betània, presso il monte detto degli Ulivi, inviò due discepoli dicendo: «Andate nel villaggio di fronte; entrando, troverete un puledro legato, sul quale non è mai salito nessuno. Slegatelo e conducetelo qui. E se qualcuno vi domanda: “Perché lo slegate?”, risponderete così: “Il Signore ne ha bisogno”».
Gli inviati andarono e trovarono come aveva loro detto. Mentre slegavano il puledro, i proprietari dissero loro: «Perché slegate il puledro?». Essi risposero: «Il Signore ne ha bisogno».
Lo condussero allora da Gesù; e gettati i loro mantelli sul puledro, vi fecero salire Gesù. Mentre egli avanzava, stendevano i loro mantelli sulla strada. Era ormai vicino alla discesa del monte degli Ulivi, quando tutta la folla dei discepoli, pieni di gioia, cominciò a lodare Dio a gran voce per tutti i prodigi che avevano veduto, dicendo:
«Benedetto colui che viene, il re, nel nome del Signore. Pace in cielo
e gloria nel più alto dei cieli!».
Alcuni farisei tra la folla gli dissero: «Maestro, rimprovera i tuoi discepoli». Ma egli rispose: «Io vi dico che, se questi taceranno, grideranno le pietre». Parola del Signore.
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Dal diario di viaggio di Egeria, una pellegrina spagnola del quarto secolo, sappiamo che a Gerusalemme la prima Comunità cristiana nei giorni della Pasqua fin dai primi tempi riviveva gli eventi dell’ultima settimana di vita di Gesù, a cominciare dal suo ingresso trionfale a Gerusalemme, alla morte in croce sul Calvario e alla Domenica di risurrezione.
Per Luca la Città Santa è il luogo scelto da Dio per la realizzazione della salvezza. Gesù ha iniziato la sua vita a Gerusalemme (cfr. i capp. 1 e 2: la presentazione al tempio e lo smarrimento di Gesù dodicenne) e la conclude nello stesso luogo. Vi ritorna al termine di un lungo viaggio, iniziato dopo la professione di fede di Pietro a Cesarea di Filippo e gli annunci della passione. Una sezione letteraria che comprende quasi metà di tutto il testo evangelico. Entra a Gerusalemme come il Re-Messia di cui aveva parlato il profeta Zaccaria (9,9-10), acclamato dai suoi discepoli e contrastato invece dagli avversari. E’ l’inizio del conflitto che si concluderà con la sua crocifissione.
Il suo procedere avanti fermo e deciso nonostante tutto e tutti, è di esempio per tutti noi. Anche noi oggi, con i rami di ulivo in mano ci metteremo dietro a Gesù, rappresentato dalla persona che preside la nostra assemblea, per seguirlo fino al Calvario.
A Roma, invece, fin dal VI secolo nella Domenica precedente la Pasqua si leggeva il racconto della Passione del Signore, per prepararsi ad affrontare l’evento più terribile e duro della vita del Cristo, la sua sofferenza e la sua morte. E’ il mistero nel quale si manifesta l’amore infinito di Dio per l’umanità e la definitiva sconfitta del principe delle tenebre e del suo regno di peccato e di male.
Alcune semplici considerazioni, per aiutare la riflessione personale su questo mistero. Il racconto della Passione di Luca mette in evidenza la potenza della Croce di Cristo, come strumento di conversione. Questa straordinaria manifestazione della divina misericordia comincia con il pentimento di Pietro dopo il triplice rinnegamento: “E, uscito, pianse amaramente.”, continua con l’implorazione del perdono del Padre per tutti coloro che sono colpevoli della sua morte: “Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno” e si conclude con il famoso episodio del buon ladrone. Mentre Gesù viene deriso, perché ha salvato altri e non ha salvato se stesso, uno dei crocifissi accanto a lui invoca da Gesù la misericordia divina per sé e per tutta l’umanità, anche per quella rabbiosa e incredula come il suo compagno di sventura, e l’ottiene: “In verità ti dico, oggi sarai con me nel paradiso”. Sempre secondo Luca non è Gesù a portare la croce, ma il Cireneo dietro di lui “Mentre lo conducevano via, presero un certo Simone di Cirene che veniva dalla campagna e gli misero addosso la croce da portare dietro a Gesù”, con un seguito di donne e di popolo che fanno lamento su di lui. Gesù stesso orienta questa compassione verso loro stesse e i loro figli: “piangete su voi stesse e sui vostri figli”. Questa immagine prefigura la Passione della Chiesa, che come il suo Signore è destinata a seguirlo sulla stessa via.
Per il cristiano c’è la certezza di dover portare la croce come il Signore Gesù e di vivere fino in fondo la sua stessa Passione, ma anche di poter contare sulla infinita misericordia di Dio per una vita di risurrezione.
Buona Settimana Santa!
 don Marco Belladelli.

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